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Molte sono le rappresentazioni
del cielo che sono state prodotte dalle culture antiche che si
sono succedute sul pianeta: dagli Egizi, agli Assiri, alle culture
della valle dell'Indo, solo per citarne alcune. Sul territorio
europeo, nonostante esistano grandi evidenza che le popolazioni
ivi stanziate durante il Neolitico, l'Eneolitico e l'Eta' del
Bronzo avessero ben precise nozioni di Astronomia, queste evidenze
sono derivate soprattutto dallo studio archeoastronomico di siti
importanti quali Stonehenge in Inghilterra, Carnac in Bretagna,
oltre che di una grande quantita' di siti megalitici, sparsi lungo
tutta la costa atlantica e mediterranea dell'Europa, e nelle isole
in cui gli studiosi hanno messo in evidenza la esistenza di ben
precise linee astronomicamente orientate.
Lo stesso e' accaduto nel caso delle necropoli nelle quali le
strutture megalitiche, quali i dolmen e i tholos, mostrano orientazioni
astronomicamente significative.

Le stesse tombe dell'eta' del Bronzo e del Ferro risultano allineate
verso punti particolari dell'orizzonte naturale locale dove erano
visibili le levate e i tramonti degli oggetti celesti piu' importanti.
Il Disco di Sangerhausen, cosi' chiamato appunto dal luogo in
cui fu rinvenuto nel 1999, sull'altura del Mittelberg, a 252 metri
di quota, nella foresta dello Ziegelroda, a 180 km a sud-ovest
di Berlino, entro un sito fortificato risalente all'eta' del Bronzo,
il quale e' risultato essere astronomicamente significativo.

Il ritrovamento avvenne in seguito ad uno scavo clandestino eseguito
illegalmente da persone definite "cacciatori di tesori"
i quali ricavano denaro rivendendo illegalmente i reperti archeologici
ai collezionisti privati.
Il reperto e' un disco in bronzo del diametro di 32 centimetri
e dal peso di 2 chilogrammi su cui sono riportate, in lamina d'oro
le figure del Sole, della falce lunare e un insieme di 32 piccoli
dischetti che potrebbero rappresentare le stelle, tra le quali
forse le Pleiadi.

Di questi 32 dischetti aurei, 29 sono ben visibili, mentre i restanti
si sono staccati, lasciando pero' una traccia evidente sul disco
di bronzo. La collocazione cronologica del reperto e' stata fissata
al 1600 a.C. circa, quindi in piena eta' del Bronzo e se la datazione
e' corretta, il disco di Sangerhauser potrebbe essere considerato
la piu' antica mappa stellare conosciuta.
Il reperto solleva tutta una serie di interessanti interrogativi
la cui risposta sara' determinante dal punto di vista delle conoscenze
astronomiche diffuse tra le popolazioni preceltiche europee.
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