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Il Catalogo Messier - 1
Il famoso catalogo fu compilato dall'astronomo francese Charles Messier nato nel 1730 in Lorena e morto a Parigi nel 1817. Messier fu assistente di Joseph N. Delisle all'Osservatorio della Marina Reale a Parigi. Dopo il pensionamento di Delisle nel 1761, Messier prese in carico l'Osservatorio dove vi rimase per tutta la vita. Fu un grande osservatore del cielo notturno; non ebbe mai grandi abilità matematiche, nonostante fosse stato il primo astronomo a riscoprire la cometa di Halley nel suo ritorno al perielio del 1759.
La ricerca di nuove comete divenne una delle principali attività di Messier: ne osservò più di una quarantina nel corso della sua vita e ben 16 di queste furono scoperte da Messier.
I telescopi della seconda metà del XVIII secolo erano poco efficienti; la raccolta di luce dalle loro lenti era compromessa da molti difetti legati al metodo di lavorazione dei vetri ottici ed anche gli strumenti di Messier erano poco validi se confrontati con quelli moderni di pari apertura: spesso proprio per la loro bassa risoluzione mostravano oggetti nebulosi dove si trovano ammassi e raggruppamenti stellari.
L'attenzione di Messier fu attratta da queste nebulose proprio per la sua attività di ricercatore di comete: questi oggetti dall'apparenza nebulosa e non identificati fino ad allora potevano essere facilmente scambiati per astri chiomati e spesso capitavano nel campo dell'oculare durante le sedute dell'osservazione; per questo motivo decise di ordinarli in un catalogo per evitare ulteriori confusioni.
Il primo catalogo di Messier fu divulgato nel 1771 da una pubblicazione francese "Mémoires de l'Academie Royale des Sciences" e conteneva descrizioni e posizioni di solo 45 nebulose ed ammassi stellari. Negli anni seguenti Messier scoprì parecchie altre "nebulose" e pubblicò un catalogo di 58 nuovi oggetti da aggiungere a quelli già conosciuti su "Connaissance des Temps" nel 1784. Per questo catalogo gli venne in aiuto l'amico e collega Pierre Méchain, astronomo dell'Osservatorio Reale di Parigi che diede un contributo sostanziale al ritrovamento di nuove nebulose avendone scoperte ben 28. Questo catalogo giunse quindi a catalogare complessivamente 103 oggetti e nonostante astronomi posteriori ne abbiano aggiunti altri il vero catalogo di Messier è costituito da 103 oggetti.
L'importanza del contributo di Messier non si esaurisce nella scoperta di nuove nebulose: egli catalogò tutti quelli già segnalati da altri astronomi prima di lui ed eliminò con un difficile lavoro critico le indicazioni erronee delle precedenti osservazioni che derivavano da inesatte determinazioni delle posizioni e dall'utilizzo di telescopi di bassa qualità ottica.
Messier fu anche molto accurato nello studio e nella misura delle posizioni di tutti gli oggetti del suo catalogo e, pur considerando la non eccelsa qualità ottica dei suoi strumenti, è da segnalare come significativa ogni sua descrizione: sintetica ma molto più chiara dei suoi predecessori.
Altri 7 oggetti sono stati aggiunti al catalogo originale e vengono numerati dal 104 al 110 da quando trent'anni fa fu scoperta una lettera di Méchain sull'almanacco dell'Osservatorio di Berlino nel 1786 che segnalava la presenza di queste nuove nebulose e ne indicava la posizione.
I moderni telescopi permettono di individuare con facilità la tipologia delle "nebulose" di Messier: non solo quelli professionali, ma anche quelli in possesso degli astrofili. Ciò che egli identificava spesso come "palla fioccosa" può essere infatti essere risolta in stelle oppure mostrarsi come galassia.
Nel catalogo sono presenti: 39 galassie, 29 ammassi globulari, 27 ammassi aperti, 7 nebulose diffuse, 4 nebulose planetarie, 1 stella doppia, 1 nube galattica, 1 asterismo e 1 oggetto non esistente. Tutti gli oggetti del catalogo di Messier vengono indicati con una lettera M e un numero progressivo. Così si trova M1 che è la nebulosa Granchio nel Toro, M31 la galassia in Andromeda, ecc...
Dopo quella di Messier sono state portate a termine altre catalogazioni di oggetti no stellari che in genere comprendono un elevato numero di oggetti molto più deboli e più difficili da osservare dei 110 di Messier. L'astronomo francese non ne omise praticamente alcuno di quelli visibili con un piccolo telescopio dai nostri cieli.
E' da segnalare il grande New General Catalogue (NGC) compilato alla fine del secolo scorso da J.L.E. Dreyer, direttore dell'Osservatorio di Armagh in Irlanda che vi catalogò 7840 oggetti ed altri 5386 in due successive integrazioni dette Index Catalogue (IC).
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