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Il Gruppo Astrofili di Cinisello Balsamo è membro di CieloBuio-Coordinamento per la protezione del cielo notturno
I soci iscritti a CieloBuio sono:
- Roberto Benatti (socio fondatore e coordinatore per la provincia di Milano), per informazioni e-mail: roberto.benatti@unimib.it
- Davide Nava
PREMESSA
I raggi luminosi (fotoni od onde elettromagnetiche) emessi dalle
fonti luminose artificiali quali i lampioni stradali, le torri
faro, i globi, le insegne, ecc., diretti verso il cielo, danno
luogo all'inquinamento luminoso, cioè alla rottura dell'equilibrio
naturale luce/buio.
Una qualsiasi civiltà extraterrestre che osservasse il
nostro pianeta scoprirebbe che esso è abitato notando l'irradiazione
luminosa notturna e quali effetti avrebbe tale scoperta?
L'effetto più immediato
attribuibile all'inquinamento luminoso è l'azione di "oscuramento"
della visione notturna del cielo, come può essere facilmente
riscontrato osservando il cielo di notte dalle nostre città.
Con un tale cielo, senza neanche una stellina visibile, i nostri
avi non avrebbero scoperto nulla; invece gli antichi popoli d'oriente
del primo millennio avanti Cristo (Caldei, Babilonesi, Greci),
posero le basi dell'astronomia proprio grazie al cielo limpido
e nero, trasferendo così le loro conoscenze a Copernico,
Keplero e Galileo.
Lontani sono quei tempi e l'uomo moderno, guidato dalla sua cecità,
illumina a giorno le città perché ha paura del buio.
Sembrerà strano, ma è stata creata una "notte
diurna" con uno "spreco energetico alle stelle".
La situazione migliora leggermente uscendo dagli agglomerati urbani,
ma anche in piena campagna si nota una campana luminosa che, mescolandosi
all'orizzonte con l'inquinamento atmosferico, toglie alla visuale
il suo antico splendore.
I grandi osservatori astronomici sono posti nelle poche zone buie
del pianeta, come le Ande Cilene o le isole Canarie (dove è
situato il telescopio nazionale Galileo) o addirittura nello spazio
(il telescopio spaziale "Hubble").
EFFETTI SULL'UOMO E
SULL'AMBIENTE
L'inquinamento luminoso ha molteplici effetti negativi sull'uomo
e sul mondo che lo circonda, di tipo:
a) Culturale - La cultura popolare del cielo è
ormai ridotta ad eventi particolari di tipo astronautico; perdendo
il contatto diretto con il cielo, l'uomo si è impoverito
rispetto alle culture millenarie degli antichi popoli orientali,
la differenza è esattamente la metà: gli antichi
vedevano a 360 gradi, noi a 180 gradi, mancandoci la visione aerale.
A titolo di esempio, si pensi che gran parte degli scolari vedono
le costellazioni celesti solo sui libri di scuola, e gli abitanti
delle grandi città non hanno mai visto una stella.
Si pensi che la notte successiva all'ultimo grande terremoto che
colpìla città di "Los Angeles", una miriade
di chiamate intasò i centralini telefonici degli istituti
scientifici della "California" per sapere che cosa fosse
accaduto in cielo. In realtà si trattava solo del fatto
che la momentanea sospensione di energia elettrica in molte zone
della città e la parziale distruzione di molti impianti
di illuminazione avevano reso visibili ai cittadini quel cielo
stellato che i più non avevano mai visto.
Ormai sembra che l'uomo pascoli, la sua vista è' rivolta
sempre a terra.
b) Artistico - Passeggiando nei centri storici delle città
o nelle loro zone artistiche si noterà come l'uomo con
una illuminazione cervellotica riesca a deturpare tanta bellezza,
studiata e realizzata con abnegazione dagli artisti; luci e poi
luci, fari che illuminano a giorno le piazze. In molte città,
negli ultimi anni, sono stati installati degli orrendi impianti
di illuminazione, spesso rivolti verso il cielo, deturpando così
i già degradati centri storici.
L'illuminazione delle zone artistiche e dei centri storici deve
essere mirata e deve integrarsi con l'ambiente circostante in
modo che le sorgenti illuminanti diffondano i raggi luminosi in
maniera soffusa o come si suol dire "a raso", dall'alto
verso il basso, così da mettere in risalto le bellezze
dei monumenti.
c) Scientifico - Dell'effetto scientifico già si
è accennato, si pensi che, a causa l'inquinamento luminoso,
gli astronomi sono stati costretti ad inviare un telescopio in
orbita attorno alla Terra per scrutare i confini dell'universo;
con la spesa sostenuta si sarebbero potuti costruire almeno 100
osservatori astronomici sul nostro pianeta. Per non parlare del
danno ricevuto dagli astrofili (amanti del cielo o astronomi dilettanti),
che per osservare il cielo sono diventati esuli della notte.
d) Ecologico - L'illuminazione notturna ha sicuramente
un effetto negativo sull'ecosistema circostante, flora e fauna
vedono modificati il loro ciclo naturale "notte - giorno".
La parte del ciclo della fotosintesi clorofilliana che le piante
svolgono nel corso della notte può subire alterazioni dovute
proprio ad intense fonti luminose che, in qualche modo, "ingannano"
il normale oscuramento.
Per fare altri esempi, si pensi alle migrazioni degli uccelli
che si svolgono ciclicamente secondo precise vie aeree e che possono
subire "deviazioni" proprio per effetto dellintensa
illuminazione delle città. Negli Stati Uniti, in un parco
pubblico illuminato a giorno, alcuni orsi hanno distrutto i vari
lampioni in quanto "fastidiosi" per il riposo di questi
simpatici animali.
e) Psicologico - Nell'uomo i riflessi sono metabolici e
psichici; la troppa luce o la sua diffusione in ore notturne destinate
al riposo può provocare "disturbi della personalità";
quante persone di notte, nella propria casa, per riposare sono
costrette a chiudere completamente le serrande? Oltre che dal
rumore e dall'inquinamento atmosferico, l'uomo deve difendersi
dalla luce "amica".
Riflettiamo un attimo e immaginiamoci le serate di 2000 anni fa,
avvolte dal silenzio, dall'aria pura e dal buio.
f) Risparmio energetico - Una razionalizzazione degli impianti
di illuminazione, una ottimale scelta del tipo di lampade (ad
alta efficienza e basso consumo), la schermatura delle lampade,
l'illuminazione a raso, porterebbero ad una migliore qualità
della vita ed ad un notevole risparmio energetico.
Riferendoci alla nostra nazione citiamo ad esempio: l'illuminazione
stradale, le torri luminose illuminanti gli snodi stradali-ferroviari-portuali,
gli impianti sportivi, gli impianti industriali, le insegne luminose,
le giostre luminose con raggi che arrivano ad altezze di decine
di chilometri, ecc.
Sarebbe bene che le Amministrazioni regolamentassero l'emissione
luminosa ed i proprietari o i gestori delle fonti sopracitate,
siano essi pubblici o privati, avviassero uno studio di dettaglio
dei loro impianti luminosi, correggendo gli errori di progettazione.
Si potrebbe così risparmiare danaro migliorando la qualità
della vita nell'ambiente circostante.
g) Economico - Gli impianti di illuminazione debbono essere
installati laddove sono veramente indispensabili e con i dovuti
accorgimenti, magari riducendone l'intensità quando non
si ha bisogno della piena potenza, in modo da risparmiare tra
i 300 e 500 miliardi di lire all'anno per la sola Italia.
Inoltre, se a ciò si aggiunge che gli osservatori astronomici
nazionali costruiti con denaro pubblico non possono operare al
massimo delle prestazioni, allora il danno economico sale alle
"stelle".
E' indubbio che tutti, direttamente
o indirettamente, addetti ai lavori o no, siamo interessati alla
sopravvivenza dell'astronomia, alcuni per motivi scientifici o
amatoriali, altri anche per motivi economici.
Allora, visto il tasso di crescita dell'inquinamento luminoso,
solo con uno sforzo comune si riuscirà a tamponare la falla
apertasi nel nostro amato cielo e se non si passa alle azioni
concrete gli effetti saranno ovvii: gli osservatori del cielo
dovranno riporre i loro telescopi in cantina, i commercianti vedranno
drasticamente ridotte le loro vendite, le riviste astronomiche,
se sopravviveranno, dovranno trattare di prodotti preconfezionati
o di argomenti lontani dall'astronomia popolare.
D'altronde, è inconfutabile che l'uomo moderno non può
fare a meno delle fonti luminose, anche per motivi di sicurezza,
e non è nelle intenzioni di nessuno farlo tornare al buio
più completo, neanche dell'astronomo o dell'astrofilo più
incallito, ma sicuramente è richiesta una politica energetica
e dell'illuminazione di nuova concezione e solo se sarà
attuata l'uomo ne uscirà vincitore.
E' ormai inderogabile una legge dello Stato che regolamenti l'emissione
luminosa e sia un punto di riferimento per operare localmente
sul territorio.
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Per maggiori informazioni:
- http://www.uai.it/com_lum/index.htm : UAI-Commissione Inquinamento Luminoso;
- http://www.cielobuio.org : CieloBuio-Coordinamento per la protezione del cielo notturno;
- http://www.darksky.org/ : IDA-International Dark Sky Association;
- http://www.istil.it/ : ISTIL-Istituto della Scienza e Tecnologia dell'Inquinamento Luminoso;
bravenet.com